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Merci esportate, le conseguenze del Coronavirus

11 settembre 2020

Le imprese altoatesine sono riuscite nel secondo trimestre del 2020 a raggiungere la soglia di un miliardo di euro in merci esportate, si tratta comunque di un calo molto forte pari al 21,2%.

Nonostante le limitazioni e i disagi legate al blocco delle attività, al confinamento, alle restrizioni agli spostamenti privati e di lavoro causate dal Coronavirus, grazie alla loro reattività e capacità di risposta all’emergenza, le imprese altoatesine sono riuscite nel secondo trimestre del 2020 a raggiungere almeno la soglia di un miliardo di euro in merci esportate, un valore che non era mai stato superato prima del 2013. Per l’esattezza 1.023,4 milioni di euro. I dati emergono da un’indagine dell’Istituto di Statistica Provinciale Astat.

Si tratta comunque di un forte calo, equivalente al – 21,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. C’è da dire infatti che l’export in Alto Adige ha subito una forte espansione negli ultimi anni.

Rispetto al primo trimestre 2020, il calo è invece stato del 17,4%, ma questo minor calo è riconducibile alla stagionalità dei flussi di esportazione, generalmente più intensi nel secondo trimestre.

Calano di 101,1 milioni le esportazioni verso la Germania

L’export in Germania ha subito un crollo del 21,4%, equivalente a 101,1 milioni di euro. La Germania resta il mercato di sblocco più importante per le merci altoatesine. Vi confluiscono, il 33,7% del valore totale di merci esportate.  Un calo simile (-23%) è stato osservato anche in Austria, il secondo Paese per volume e in Francia, terzo partner commerciale tra i membri dell’Unione Europea per l’Alto Adige.

Le merci dirette verso la Svizzera, terzo partner commerciale in assoluto per l’Alto Adige, (6,1%) sono in controtendenza e registrano un aumento del 2,9%.

Tra gli altri partner commerciali che figurano ai primi dieci posti, si registra un segno positivo, verso la Repubblica Ceca le esportazioni sono cresciute del 15,7%. Si sono limitati i danni riguardo a Svezia, (-7,3%) e Paesi Bassi (-19%). Calo importante per la Spagna, verso cui il valore di merci esportate è diminuito del 33%.

Il tracollo più vistoso è quello relativo all’export verso il Regno Unito (-34%), uscito dall’Unione Europea, dove oltre all’effetto Coronavirus c’è quindi da considerare l’effetto Brexit con la relativa variazione delle regole doganali e fiscali.

Segno positivo invece per le merci esportate verso la Finlandia (+5,3 milioni di euro) e Bulgaria (+1,8 milioni di euro).

L’export verso i paesi non europei cala del 24,1%. Scendono in minor misura però le esportazioni verso gli USA (-15,5%), che erano aumentate nell’ultimo anno.

A soffrire in particolare il settore automotive. Le diminuzioni più consistenti riguardano infatti la categoria mezzi di trasporto (-54,2%), l’abbigliamento (-41%) e le altre attività manifatturiere (-24,8%). I cali sono contenuti invece per prodotti alimentari e bevande (-6,2%) e registrano un segno positivo riguardo ai prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+12%).