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Evitare il contagio in azienda, i consigli dell’esperto

24 settembre 2020

Tanti sono gli accorgimenti che possono essere presi da un'impresa per evitare il contagio. Ce ne ha parlato il Colonnello Federico Lunardi, tra i medici che hanno lavorato nelle corsie degli ospedali della Lombardia maggiormente colpiti durante l'emergenza Coronavirus.

“Le soluzioni da adottare sul posto di lavoro e nella vita di tutti i giorni sono distanziamento, frequente areazione dei locali, mascherine, igiene delle mani e tutte le strategie utili per evitare il contagio. In azienda dobbiamo ridurre gli assembramenti sul posto di lavoro, negli uffici, nelle mense, davanti alle macchinette del caffè. Dobbiamo però riappropriarci anche del buon senso, continuare, nonostante il virus, a vivere, studiare, amare e lavorare”. Ne è convinto Federico Lunardi, colonello e ufficiale medico che ha lavorato nelle corsie degli ospedali della Lombardia maggiormente sotto pressione durante l’emergenza Coronavirus.

Durante la sua relazione agli imprenditori del Gruppo di Assoimprenditori Alto Adige “Servizi alle Imprese” ha illustrato alcuni accorgimenti che possono essere presi in un’impresa per diminuire il rischio di contagio e ha parlato della sua esperienza durante i mesi più difficili dell’emergenza, sui quali ha scritto il libro “Covid-19 – Cartoline dal fronte”.

Prevenire e evitare il contagio

Il Colonnello Uff. Medico Federico Lunardi nella sede in Assoimprenditori Alto Adige

All’inizio dell’emergenza Coronavirus l’Italia e il mondo si sono trovati di fronte a una situazione mai vista prima e hanno dovuto imparare a gestirla sul campo e contemporaneamente all’espandersi del virus. Oggi, spiega Lunardi, le conoscenze sul virus sono maggiori e anche le risposte possono essere diverse. “Non è necessario secondo me tornare a chiudere le attività come è stato fatto, ma è fondamentale applicare con attenzione tutte le regole stabilite e adottare tutti i comportamenti che portano a evitare il contagio e quindi prevenire un suo possibile diffondersi, soprattutto nei luoghi di lavoro e di aggregazione”.

I comportamenti che indica Lunardi sono quelli, ormai noti, del distanziamento, della frequente areazione dei locali, delle mascherine, dell’igiene delle mani, dell’isolamento delle persone malate. “Dobbiamo tornare a lavorare seguendo questi accorgimenti e con tutte le indicazioni dettate anche dal buon senso”. Necessario è quindi per un’azienda, suggerisce Lunardi, ridurre gli assembramenti sul posto di lavoro, negli uffici, nelle mense, davanti alle macchinette del caffè e in tutti i luoghi di riunione e aggregazione.

 

Affrontare le questioni gestionali

Bisogna adottare un approccio creativo e sistematico alla risoluzione delle questioni gestionali. Lunardi è convinto che in azienda, come nelle strutture sanitarie, particolare attenzione vada riposta nell’aspetto gestionale. “Quando siamo entrati negli ospedali – racconta – abbiamo capito che i problemi da risolvere erano prima di tutto problemi gestionali. Il personale non poteva lavorare il numero di ore di prima indossando i pesanti indumenti protettivi, bisognava prevedere delle pause, ripensare ai turni di servizio. Dal punto vi vista dello spazio bisognava riorganizzare i percorsi negli ospedali, creando dei percorsi obbligati. Lo abbiamo fatto. Imprese e organizzazioni hanno certificazioni molto stringenti, ma di fronte al Coronavirus nessuno era preparato, non c’erano certificazioni che contenessero contenuti su come gestire una malattia a carattere diffusivo. Per affrontare una situazione nuova – sottolinea il Colonnello Lunardi – bisogna abbandonare vecchi schemi e cercare soluzioni nuove utilizzando la creatività.”

 

Formazione del personale e buon senso

Regole e protocolli servono a poco se i collaboratori non vengono coinvolti e formati. Il Colonnello Lunardi pone su questo aspetto particolare enfasi. “Negli ospedali abbiamo dedicato molto tempo a formare medici, infermieri e operatori sanitari sulla maniera corretta di vestirsi e svestirsi. Evitando contaminazioni all’interno degli ospedali abbiamo preservato le risorse e ottimizzato gli sforzi che tutto il personale stava facendo”. In questa situazione non bisogna, secondo il Colonnello Lunardi, mai smettere di agire con il buon senso.

“Temo che avremo a che fare con questo virus probabilmente fino al 2022. Con, penso, aumenti e diminuzioni nel numero di contagi. Per il vaccino ci vorrà del tempo. Nel frattempo, dobbiamo conviverci e continuare a vivere e lavorare”.  Il controllo sulla situazione, sottolinea il Colonnello Lunardi, è decisamente aumentato e questo deve far ben sperare. “Oggi su 100 tamponi realizzati in Italia, meno di 2 sono positivi. In Francia al momento sono 11. Nel momento più critico della pandemia registravamo 40 persone positive su 100 tamponi. C’è da dire che le modalità di esecuzione erano diverse. Si eseguiva il tampone prevalentemente a chi era sintomatico. Oggi si testano anche molti asintomatici. Il virus è pericoloso soprattutto negli anziani, ma sta girando e ha colpito una parte sana della popolazione, quindi non si può abbassare la guardia”.

 

Tracciare per reagire prontamente

Tra le strategie più importanti per riuscire a reagire prontamente in caso di contagio e prevenire il diffondersi c’è il tracciamento.

“Si parla spesso del tracciamento dei contatti. In ambito aziendale penso che il tracciamento possa essere uno strumento importante. Se un prodotto parte, per esempio, da Bolzano e viene trasportato a Catania, sarà importante tracciare il tragitto che fa chi lo trasporta e annotare dove si ferma. In caso di contagio sapremo ricostruire il percorso e reagire più prontamente per arginare il diffondersi del virus”.