Persone

Due fratelli e un sogno diventato realtà

12 giugno 2020

I fratelli Tappeiner guidano la Berges Mechanics dal 2017. Ci raccontano le sfide e le soddisfazioni nel portare avanti l’impresa specializzata in componenti meccanici e per la trasmissione.

Acquistare un’impresa a 28 e 26 anni. È la storia dei fratelli Manuel e David Tappeiner, da due anni e mezzo alla guida di Berges Mechanics a Naturno. Il primo si occupa dell’aspetto tecnico e delle vendite, il secondo dell’amministrazione. L’azienda, con 15 collaboratori è specializzata in componenti meccanici per costruttori di macchine dove la velocità va regolata in modo continuo e la trasmissione deve tenere la coppia massima a giri bassi, per una prestazione il più efficiente possibile. Si tratta di componenti per la trasmissione come variatori e riduttori di velocità per macchine agricole, macchinari per la lavorazione dei tessuti e della lana, pompe e agitatori chimici e alimentari. Parallelamente, Berges Mechanics rivende nastri trasportatori e cinghie per la movimentazione e l’automazione industriale ed esegue lavorazioni meccaniche su disegno per conto terzi.

Nata nel 1926 in Germania, l’azienda è presente in Alto Adige dal 1970. La sede di Naturno è stata aperta come filiera produttiva con lo scopo di seguire il mercato italiano. Fin dalle prime esperienze di lavoro dopo il diploma (tecnico a indirizzo meccatronico Manuel e commerciale David), i fratelli Tappeiner si sono scoperti interessati all’aspetto della gestione aziendale, pur non provenendo da una famiglia di imprenditori. Così, nel 2017, hanno deciso di rilevare l’azienda in cui il padre, Heinz, aveva lavorato per 40 anni come direttore. In quest’intervista ci raccontano la loro esperienza alla guida di Berges Mechanics.

David e Manuel Tappeiner

 

Come è nata l’idea di acquistare e guidare un’impresa?

Guidare un’azienda era qualcosa che affascinava entrambi. Volevamo portare avanti qualcosa di nostro e prendere delle decisioni. In parte abbiamo avuto l’opportunità di farlo nelle aziende dove abbiamo lavorato prima (Manuel come responsabile vendite in aziende di frutti- e viticoltura e David come responsabile acquisti in un’azienda agroalimentare ndr). Volevamo andare avanti in questa direzione, ma non pensavamo che quel giorno sarebbe arrivato così presto. Due anni fa, prima di ricevere la proposta dalla casa madre in Germania, non avremmo mai pensato che di lì a qualche mese avremmo acquistato la Berges. Invece, è successo che al momento della successione i figli del titolare non erano interessati a guidarla e i responsabili di Naturno, tra cui nostro padre, sarebbero andati presto in pensione. Ci è stato proposto di guidarla, abbiamo accettato e abbiamo deciso di acquistarla.

Cosa hanno detto familiari e amici?

La nostra famiglia era un po’ al corrente del nostro sogno di guidare un’azienda. Gli amici sono rimasti all’inizio sorpresi, ma hanno capito, diversi tra loro sono imprenditori o lavorano in aziende di famiglia, e condividono le nostre aspirazioni.

Acquistare un’impresa così giovani cosa ha rappresentato per voi?

È stata una scelta impegnativa in tutte le sue fasi. Prendere una decisone e un impegno del genere così giovani ha significato passare notti insonni a pensare e ripensare se fosse davvero la scelta giusta. Sapevamo che sarebbe stata una decisione che avrebbe condizionato la nostra vita, che comportava licenziarsi dai nostri rispettivi lavori. Sapevamo di stare per intraprendere un percorso professionale e di vita ben preciso. Ne eravamo e ne siamo tuttora entusiasti, nonostante l’impegno che rappresenta. Dal lato pratico, chiudere un contratto di tale importanza ha necessitato un tempo di contrattazione non indifferente. Per noi sicuramente è stata un’esperienza completamente nuova.

Che differenza c’è tra guidare un’impresa come manager ed esserne i titolari?

Essere i titolari di un’azienda vuol dire sentirla maggiormente parte di te e quindi lavorare con una passione speciale. Significa essere rivolti sempre al futuro quando si prende una decisone e non focalizzarsi solo sul presente. Vuol dire poter mettere in pratica le tue idee, realizzare i tuoi progetti, ma avere anche tutto il peso delle relative decisioni.

Cosa ha significato per voi la lunga esperienza di vostro padre nell’impresa?

Nostro padre ci ha affiancato durante tutta la fase iniziale, ora ci occupiamo noi di tutta la parte operativa, ma lui ci continua a supportare con i suoi consigli e la sua esperienza, per noi molto preziosi, come d’altronde quelli di tutti i nostri collaboratori che lavorano in Berges da decenni. Il fatto che nostro padre avesse una lunga esperienza nell’impresa, ci ha fatto sentire più sicuri di noi stessi. Nonostante ciò, all’inizio ci sono state comunque tantissime novità per noi. A casa, prima, non si parlava più di tanto dell’azienda.

Cosa è importante quando si lavora con un fratello?

Per noi la cosa fondamentale è dividere i compiti in modo preciso in modo tale che non ci siano dubbi sui rispettivi campi di manovra e responsabilità dell’uno e dell’altro. È importante anche definire prima come comportarsi in situazioni particolari e ovviamente avere fiducia al 100% nell’altro.

Siete due titolari molto giovani, come approcciate i collaboratori per avere la loro fiducia?

Siamo giovani, è vero, però siamo consci dell’importanza dei nostri collaboratori per la nostra impresa e sappiamo cosa significa essere dipendenti perché lo siamo stati anche noi diversi anni. Portiamo avanti il lavoro di squadra già consolidato e cerchiamo di essere sempre disponibili per i nostri dipendenti, assicurare loro una certa flessibilità, avere un rapporto trasparente e diretto. Abbiamo collaboratori che sono in azienda da 40 anni ed altri che sono entrati ora come apprendisti.

In cosa essere giovani è un vantaggio in cosa uno svantaggio?

Essere giovani e relativamente nuovi all’azienda ci permette di riuscire ad analizzare i processi aziendali con una prospettiva fresca. Questa marcia in più compensa con la mancanza di un’esperienza decennale nel settore, che vista la nostra età non possiamo avere ancora maturato. Essere giovani significa essere più aperti al cambiamento, ma anche essere a volte troppo impazienti. Poi si capisce che per tutto è necessario del tempo.

In cosa vi sentite bravi e in cosa vorreste migliorare?

Sentiamo che riusciamo a motivare bene noi stessi e la squadra. Ciò che vorremmo migliorare è portare avanti il lavoro con meno pressione.

Cosa è importante quando si guida un’impresa?

Avere la capacità di individuare per quali aziende puoi davvero essere un fornitore ideale e in che contesti puoi porti da esperto. Riguardo al funzionamento interno dell’azienda, riuscire a individuare ciò che può essere ottimizzato nei processi e innovare.

Siete riusciti ad innovare?

Dal 2018 abbiamo lanciato un nuovo business da affiancare a quello tradizionale. Siamo diventati rivenditori di nastri trasportatori e cinghie per l’industria della produzione alimentare. In particolare, forniamo nastri realizzati con materiale monolitico/senza tessuti e quindi igienico e antibatterico. Ci siamo resi conto, anche grazie alle nostre precedenti esperienze lavorative, che questo tipo di prodotto era richiesto sul territorio, che c’era mercato. In questo modo riusciamo a lavorare anche localmente. Prima del 2018 Berges lavorava solo fuori dalla nostra Regione. Per noi è stata una bella soddisfazione. La sfida più grande, oltre che portare avanti l’impresa in modo solido, è proprio quella di espandersi in mercati dove non siamo presenti.

Quali difficoltà avete avuto in questi ultimi mesi a seguito dell’emergenza Coronavirus?

Il problema più grave e concreto per noi è l’incertezza sul mercato. Siamo costretti ad organizzare il lavoro di settimana in settimana perché così fanno i nostri clienti. Arrivano ordini di minore entità e tutto deve essere consegnato a breve. Sono quindi cambiati i ritmi. Non possiamo di conseguenza programmare più di tanto l’attività futura. Abbiamo dovuto modificare in parte il nostro piano aziendale. Fortunatamente, anche se gli ordini sono più bassi rispetto agli anni precedenti, il lavoro non è comunque mancato e la collaborazione con i nostri clienti e fornitori funziona molto bene. Speriamo che il mercato si stabilizzi presto.