Aziende

Storytelling e visual journalism per le aziende

31 dicembre 2019

Come applicare le nuove tecniche di comunicazione per il marketing. Ne abbiamo parlato con il designer Matteo Moretti.

Uno strumento sempre più strategico per differenziarsi dai competitors e creare una connessione con i propri clienti: stiamo parlando dello “storytelling”. Una parola ma tante declinazioni, in questo caso tratteremo visual, data e transmedia storytelling. Si tratta dell’arte di raccontare una storia, sapersi raccontare e raccontare i propri prodotti. Lo scopo non è solo di informare gli utenti, ma anche di coinvolgerli emotivamente.

L’uso sempre più massiccio dei media digitali ha influito moltissimo sulle modalità di produzione e fruizione dei contenuti. Anche le aziende si sono adattate e hanno sviluppato le loro tecniche di narrazione per raccontare la propria storia e i propri prodotti.

Transmedia storytelling

Gli strumenti per raccontarsi si sono moltiplicati: social network, video, testi sul web, pubblicazioni cartacee. Per questo si parla sempre di più di “transmedia storytelling”. Si tratta di una modalità di narrazione distribuita su piattaforme differenti, ognuna riporta un frammento di una narrazione più ampia. Ne abbiamo parlato con Matteo Moretti, designer e docente universitario a margine di un incontro tra i responsabili di comunicazione e marketing delle imprese associate ad Assoimprenditori: “È importante diversificare i contenuti informativi e giocare sull’integrazione delle diverse piattaforme per comunicare le informazioni. Per prima cosa bisogna capire quale ottiene più successo su quale mezzo di comunicazione. Poi bisogna cercare di connettere le diverse piattaforme tra loro, coinvolgendo i lettori a reperire quanti più dettagli della storia possibile. Invogliarli a ricostruire il quadro completo”.

Matteo Moretti, designer e docente universitario

Scegliere cosa pubblicare su quale piattaforma non è facile. Tra i criteri principali da prendere in considerazione per Moretti lo studio dell’esperienza utente (UX), cioè studiare i comportamenti dei nostri pubblici di riferimento. Significa capire come e dove consumano le informazioni che produciamo, sia su quale piattaforma sia in quale luogo e tempo, quali sono i loro background, e le loro abitudini. Ogni fascia di pubblico ha delle specificità culturali, di interazione e comportamento che serve conoscere, per sviluppare contenuti di qualità che siano coinvolgenti e appetibili.

© Matteo Moretti

 

Visual storytelling

Con i mezzi, si sono evoluti anche i modi di comunicare. Grazie ai nuovi strumenti tecnologici per la produzione e fruizione dei contenuti, oggi la comunicazione può essere più visiva e immediata. Le aziende possono sfruttare i principi e le tecniche del “visual storytelling”, la modalità di racconto spiccatamente “visiva”, alle loro strategie di marketing e comunicazione aziendale. Il visual storytelling si è sviluppato negli ultimi anni anche nel campo del giornalismo, per rendere l’informazione più facilmente fruibile e per semplificare concetti o fatti complessi, dando vita al “visual journalism” Si utilizzano immagini, video, grafiche statiche e interattive, infografiche per rappresentare concetti e dati e per trasmettere un messaggio o raccontare una storia. Queste tecniche possono essere utilizzate nel mondo delle aziende.

“Il visual storytelling – spiega Matteo Moretti – è uno degli elementi con cui creare  un’esperienza informativa’, un progetto altamente immersivo che tende a far provare quello che l’informazione racconta. Nel processo l’utente è partecipe in prima persona, vive delle emozioni e quindi trattiene e recepisce più facilmente l’informazioneche gli viene trasmessa e si sente più coinvolto”. La comunicazione aziendale e l’attività di branding possono applicarne i principi per sfruttarne le capacità: raccontare la propria identità, i propri prodotti, attività e servizi in modo creativo e originale in modo tale da attrarre, informare ed emozionare.

 

Data storytelling

Quando si vuole mostrare il proprio successo ai clienti spesso ci si affida ai dati. I dati possono dimostrare concretamente risultati e professionalità e trasmettere quindi affidabilità. Possono però essere molto complessi e comunicarli diventa una sfida. Tramite le tecniche del data storytelling, la narrazione efficace dei dati, è possibile comunicare i dati in modo più immediato, attraente e allo stesso tempo impattante. Il data storytelling permette di dare forza comunicativa a dati che altrimenti sarebbero poco utilizzabili ai fini del rafforzamento di un marchio. “Le visualizzazioni di dati- spiega Moretti – non sono solamente uno strumento di analisi o di comunicazione, ma anche di informazione e di coinvolgimento, rendono la complessità delle organizzazioni più tangibile e accessibile a un potenziale pubblico che altrimenti ne sarebbe forse escluso”.

 

Qualità e selezione delle informazioni

In un’era in cui siamo sovrastati dalle informazioni, serve riflettere sulla qualità dei contenuti della nostra  strategia di comunicazione. Questo ci obbliga a operare una selezione delle informazioni e una semplificazione dei concetti, che però non vuol dire superficialità. “Lo scopo di questa riflessione è appunto quello di rendere semplici concetti complessi. Si tratta di applicare concetti giornalistici alla comunicazione. Si lavora sull’essenzialità e sulla qualità piuttosto che sulla quantità per rendere immediato un servizio, un prodotto specifico o una filosofia aziendale”.

Immagine di copertina © Matteo Moretti