Aziende

Professionisti della pausa caffè

11 Febbraio 2020

Vi siete mai chiesti cosa c’è dietro al distributore che ogni giorno ci eroga l’espresso per la nostra pausa caffè? Noi ce lo siamo fatti spiegare da dei veri esperti.

L’appuntamento è per le 10.30 presso la sede della Automatic Service. Ad accoglierci presso lo stabilimento di quattro piani in cui sono occupate una quarantina di persone, ci sono Mario Mattiazzo e Pio Lunel, due dei tre soci dell’impresa con sede a San Giacomo di Laives. Sono 40 anni che l’impresa è leader del settore dei distributori automatici in regione. Tra Trento e Bolzano, sono ben 4.000 i distributori automatici di Automatic Service, o “macchinette” come vengono comunemente chiamati, che offrono ristoro presso ospedali, scuole, aziende o filiali di banca.

Il business delle “macchinette”

Probabilmente è capitato a tutti noi di prendere un caffè o una bibita erogati da uno di questi distributori. “Eppure – afferma Mattiazzo – alla fine chi li usa si accorge di noi solo quando non funzionano…”. Per fare in modo che capiti il meno frequentemente possibile, a San Giacomo c’è un attento controllo qualità certificato. Questo definisce requisiti e standard qualitativi superiori a quelli di legge e il controllo dell’igiene, della manutenzione e sanificazione della macchina, della corretta etichettatura alimentare, controlli microbiologici sui prodotti freschi, intervento entro 8 ore lavorative in caso di fermo della macchina e tanti altri. “Sui nostri furgoni – spiega Lunel – sono installati frigoriferi che permettono di trasportare prodotti freschi come yogurt o tramezzini che devono essere conservati a temperature non superiori ai 4 gradi”.

La scelta dei prodotti

E chi decide quali prodotti inserire in un determinato distributore? “Certamente ci rapportiamo con l’impresa o l’ente pubblico che ospita i nostri distributori e che ci dà le indicazioni di massima. Ma abbiamo un’offerta alimentare molto ampia che viene incontro a tutte le necessità di gusto e dietetiche: a partire da caffè e bevande calde che, insieme all’acqua, rappresentano il 70% delle quasi 100.000 consumazioni giornaliere che sviluppa la nostra impresa. Tra gli altri prodotti più venduti ci sono biscotti, croissant, barrette di cioccolato, frutta secca e altri snack dolci e salati e poi bibite, tè, sport e energy drink. Non mancano prodotti biologici e prodotti per gli intolleranti al glutine”.

Una curiosità? “In Trentino il caffè è rigorosamente espresso, in Alto Adige vanno più il macchiato e il cappuccino”. Monitorare attentamente le consumazioni ha un vantaggio molto pratico: “Serve a rendere più efficiente l’intero processo: meglio conosciamo i prodotti venduti, meglio potremo rifornire il distributore. Significa fare meno viaggi, essere più produttivi e dare anche un contributo positivo all’ambiente”, riassume Lunel.

Il circolo virtuoso del riciclo

Proprio l’aspetto della sostenibilità ambientale è uno dei temi che stanno maggiormente a cuore ad Automatic Service. Per un’impresa i cui distributori erogano bevande calde in bicchierini di plastica e bottigliette di acqua era impossibile non confrontarsi con la tendenza del “plastic free”. Avverte Lunel che anche se l’obiettivo è quello di prestare maggiore attenzione all’ambiente, non sempre eliminare la plastica è la soluzione più efficace, specie quando non ci sono alternative più sostenibili (i bicchieri di carta per le bevande calde ad esempio devono contenere una pellicola interna in plastica o in bioplastica). “Il tema è molto sensibile e bisogna dare informazioni corrette. La prima cosa da sapere è che la plastica dei bicchierini del caffè è al 100 per cento riciclabile. Lo stesso vale per le bottigliette d’acqua: due prodotti che la recente Direttiva UE sulla Plastica Monouso non bandisce ma chiede di riciclare correttamente”.

La sfida della sostenibilità

La vera sfida è quindi quella di passare dal concetto di “riciclabile” a quello di “riciclato”. “Mi spiego: se tutti noi facessimo una raccolta corretta di bicchierini e bottiglie di plastica, riusciremmo a riutilizzare tutto il materiale”, afferma Lunel. “Per questi motivi – aggiunge Mattiazzo – abbiamo aderito al progetto “Rivending”, un ciclo virtuoso di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica per distributori automatici che vorremmo introdurre al più presto a Bolzano e a Trento”. Questo ciclo virtuoso di raccolta e riciclo dei bicchierini e palette permetterà innanzitutto di semplificare il processo di selezione del materiale e di recuperare una plastica di altissima qualità e valore con cui si potranno creare nuovi prodotti. L’obiettivo finale a cui tende il progetto, è quello di trasformare il bicchiere usato in un nuovo bicchiere, creando così nel settore un’efficiente economia circolare.

La strada vincente dell’innovazione

“In questi anni – racconta Lunel – l’Italia ha fatto passi da gigante. La raccolta differenziata di plastica è cresciuta dai meno di 2 chili a persona del 1998 agli oltre 20 chili pro capite attuali. È questa la strada su cui continuare attraverso la sensibilizzazione”. La soluzione passa per l’economia circolare che si fonda sul recupero dei materiali e delle risorse e sull’innovazione. Un campo, quest’ultimo, su cui Automatic Service investe molto: “I nostri distributori – conclude Mattiazzo – sono ormai sempre più “intelligenti” e connessi. Possiamo monitorare per ogni macchinario i consumi, i prodotti in esaurimento, gli incassi. Oppure possiamo collegarli ad altri sistemi, ad esempio di pagamento, che permettono di fare un’ordinazione col telefonino, di trovarla pronta quando si va in pausa caffè e di pagarla tramite lo smart-phone”.