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Macchina aziendale? Meglio la bici!

7 febbraio 2019

Una trasferta di lavoro da Laives a Worms in Germania, andata e ritorno: anche in bici si può fare! L’ha dimostrato Edoardo Martelli di Röchling Automotive.

Oltre 1650 chilometri, cinque paesi attraversati, quasi 12.000 m. di dislivello e un viaggio di 81 ore: questi numeri sintetizzano il particolare viaggio di lavoro che la scorsa estate Edoardo Martelli (Concept & Design Expert – Advanced Development Propulsion & New Mobility) ha compiuto dallo stabilimento Röchling Automotive di Laives a quello di Worms, nei pressi di Mannheim, in Germania.

Fedele compagna: la bici di Edoardo pronta per la partenza.

Nella vita Edoardo Martelli ha due passioni: la bicicletta e l’ingegneria, più precisamente la New Mobility, il settore in cui dal 2013 è impegnato in Röchling Automotive. Originario di Torino, ha scelto l’Alto Adige come luogo in cui vivere e lavorare. Le montagne, la natura e la bicicletta sono il suo pane quotidiano. “Tutto quello che mi serve per le mie escursioni sono due ruote, una piccola tenda, un materassino, qualche indumento, e qualcosa da mangiare e da bere. A tutto il resto ci pensa la natura”, afferma Edoardo, che quando l’estate scorsa ha ricevuto la proposta di andare in visita ai colleghi di Worms, non ci ha pensato due volte e ha deciso di affrontare la trasferta in bicicletta; le lunghe giornate estive erano perfette per questo scopo.

Pronti, attenti, via! Un venerdì nel primo pomeriggio Edoardo Martelli è salito in sella e si è messo in viaggio. “Nella prima tappa ho raggiunto l’Austria, attraverso la Val Venosta e Passo Resia. Dopo circa 145 chilometri mi sono fermato per il primo pernottamento in tenda. Sono abituato a passare molte ore in sella; nel weekend sono riuscito, quindi, a percorrere circa 250 chilometri al giorno. Sabato ho valicato il Fernpass per poi imboccare la ciclabile della “Romantische straße” a Fußen, in Germania, e pedalare fino ad Augusta, dove mi sono fermato per la notte. Domenica ho proseguito verso nord, attraversato il Danubio a Donauwörth, per poi piegare in direzione di Schwäbisch Halle a Nordlingen. Ho trascorso l´ultima notte nei pressi di Odheim, non lontano dalla valle del Nechar dove sorge la storica città di Heidelberg, che ho attraversato lunedì mattina. Per raggiungere Worms mancavano ancora 120 chilometri”, racconta Edoardo che al suo arrivo in ufficio è stato salutato con la solita battuta: “Sei arrivato in bicicletta?” Ma quella volta non era una battuta e Edoardo ha risposto di sì: “Non se l’aspettava nessuno!”.

Laives – Worms, andata e ritorno, più di 1650 chilometri: il percorso compiuto da Edoardo Martelli in bici.

Dopo 16 ore passate in sella ho visto casa mia: sembrava un miraggio!

Dopo una settimana di lavoro a Worms tutti si domandavano: tornerà in treno o in bicicletta? “Per me la risposta era scontata, ma sapevo anche che avrei scelto un percorso diverso: volevo, infatti, risalire il mitico fiume Reno”, ricorda Edoardo, che a distanza di una settimana, nuovamente di venerdì pomeriggio, è salito in sella per ritornare in Alto Adige. La prima tappa di circa 130 km lungo le rive del Reno lo ha portato in Francia per il primo pernottamento. Tra sabato e domenica ha percorso complessivamente circa 500 chilometri, proseguendo lungo le rive del Reno fino a Basilea, quindi verso est fino a lambire le sponde del lago di Costanza e poi verso le Alpi austriache fino ai piedi del passo Silvretta, dove ha trascorso l’ultima notte. “La tappa conclusiva è stata la più lunga e faticosa: 300 chilometri attraverso il passo Silvretta (2020 m.), la valle dell’Inn, Innsbruck ed infine il Passo del Brennero per arrivare a casa, scendendo lungo la Valle lsarco fino ad Appiano. Nella notte tra domenica e lunedì, poco dopo mezzanotte, dopo 16 ore passate in sella, ho scorto finalmente casa mia alla luce del fanale: mi sembrava un miraggio!”.

Le immense distese di campi ondulati della Germania, i lunghi fiumi che attraversano l’Europa, i paesini romantici, le Alpi maestose con le cime innevate e i laghi verde smeraldo, le notti in tenda e le albe radiose: Edoardo porterà sempre nel suo cuore le immagini di quest’avventura. “Ma anche le caratteristiche strisce bianche sull’asfalto delle piste ciclabili in mezzo ai prati verdi sono ancora vivide nella mia memoria. Non può essere diversamente, visto che mi hanno fatto compagnia per così tanti chilometri sulla bicicletta”, aggiunge Edoardo, che ha già al suo attivo numerosi viaggi fuori dal comune. E chissà cos’altro ha in mente di fare perché libertà, avventura, sfida sportiva, curiosità e voglia di superare i propri limiti Edoardo ce li ha nel sangue.

Edoardo porterà sempre nel suo cuore le immagini di quest’avventura.