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Imprenditoria femminile, ecco come rafforzarla

23 Januar 2020

Difficoltà e ostacoli possono scoraggiare la creazione di imprese da parte di donne. Superarli, promuovere l'iniziativa personale e rafforzare il ruolo delle donne nell'economia è possibile.

L’Alto Adige ha un tasso di imprenditoria femminile pari al 18%. Sulle 58.000 imprese registrate alla Camera di Commercio, solo in 10.300 il controllo o la proprietà sono detenute in prevalenza da donne. Quali sono gli ostacoli che scoraggiano la creazione di imprese da parte di donne? Cosa è necessario fare per promuovere l’iniziativa femminile e rafforzare il ruolo delle donne all’interno delle aziende? Ne abbiamo parlato con Sonja Weis, consulente aziendale (Complete Srl) e referente per Assoimprenditori Alto Adige nel Comitato per la promozione dell’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Bolzano.

Sonja Weis

Il tasso di imprenditoria femminile in Alto Adige è più basso rispetto a quello di tante altre province. Quali sono gli ostacoli che scoraggiano la creazione di imprese da parte di donne?

“Si tratta di ostacoli derivanti dal modo in cui è organizzata la società, da quello che ci si aspetta dalle donne. L’ostacolo più grande riguarda la possibilità di conciliare la famiglia con il lavoro. Gestire un’impresa richiede un impegno molto intenso che spesso non segue orari prestabiliti. Alle donne spesso manca il tempo materiale per portare avanti un’azienda tutta loro e allo stesso tempo riuscire a seguire figli e dedicarsi alla cura, se necessario, delle persone anziane della famiglia. Fortunatamente nel settore privato le aziende hanno iniziato ad offrire agevolazioni per i dipendenti, in modo da andare incontro alle loro specifiche esigenze, comprese quelle legate alla conciliazione famiglia-lavoro. Ci sono però anche altre difficoltà: le donne spesso non hanno una rete lavorativa ampia, un network con cui lavorare“.

Cosa possono fare le donne per migliorare la propria situazione? 

„Le donne spesso mancano di sufficiente fiducia in sé stesse e sono a volte troppe umili o severe con sé stesse. Faticano a delegare e a rivolgersi ad esperti per determinati compiti, pensano di dover riuscire a fare tutto da sole e se sentono di non avere qualche competenza preferiscono rinunciare, piuttosto che buttarsi e poi chiedere supporto per questioni specifiche. Per questo sono anche poco presenti nei consigli di amministrazione. Potrebbero quindi lavorare su questi aspetti: rafforzare la fiducia in sé stesse, delegare. Queste sono generalizzazioni, esistono ovviamente delle eccezioni che spero possano presto diventare la regola”.

L’iniziativa imprenditoriale da parte delle donne cresce ogni anno. Negli ultimi due anni il numero delle imprese femminili è aumentato dell’1,2%. Lo ritiene un tasso soddisfacente? Cosa è necessario fare per aumentarlo?

“Donne che fanno imprenditoria e con successo esistono. Sono sempre di più. Ne è prova il fatto che ultimamente ricevono sempre più riconoscimenti per il loro lavoro. C’è però ancora molto che può essere fatto: sia da parte delle donne stesse che da parte delle imprese nonché dalla politica. Noi donne dobbiamo diventare più visibili, presentarci in più occasioni alla società, partecipare a manifestazioni e incontri pubblici, crearci una reputazione e quindi un ruolo. Dobbiamo diventare dei modelli per le giovani generazioni. Nello specifico, imprenditrici che vantano esperienza di settore possono proporsi come “mentor” per i giovani. Devono rivendicare la loro posizione e chiedere di prendere parte alle decisioni, di essere presenti nei consigli di amministrazione così come in organi politici.

Cosa possono fare le imprese per rafforzare il ruolo delle donne al loro interno?

“Le imprese potrebbero essere di grande aiuto nell’intento di rafforzare il ruolo delle donne:  potrebbero  introdurre progetti per conciliare famiglia e lavoro, cosa che fortunatamente viene già in gran parte fatta da molte imprese. Soluzioni specifiche come homeworking, asili nido aziendali, mense, orari di lavoro flessibile, ecc ne sono solo alcuni esempi. Potrebbero inoltre aumentare la presenza di donne in posizioni dirigenziali invitando le donne di talento ad entrare nei consigli di amministrazione, senza aspettare che siano loro a farsi avanti”.

 

La nostra provincia è ricca e caratterizzata da un forte benessere. Che impatto hanno ricchezza e benessere sull’iniziativa imprenditoriale?

“Benessere e ricchezza sono un vantaggio perché significano maggiori opportunità lavorative. Tuttavia, il benessere porta molte giovani donne della nostra provincia, ma anche uomini, una volta trovato un impiego stabile, a sentirsi soddisfatti con le cose come sono. Oggi le donne hanno la possibilità di studiare e laurearsi, ma una volta ottenuto un posto di lavoro, spesso si accontentano della loro posizione lavorativa e accantonano l’idea di intraprendere una propria carriera. Non tanto per scelta quanto necessità, visto che all’interno della nostra società sono ancora le donne che si occupano in prevalenza del menàge familiare e/o cura dei familiari bisognosi di assistenza. Quando i figli sono però cresciuti il rischio è quello di non avere poi più strumenti per progredire nella carriera, pur avendo davanti altri dieci o magari quindici anni di lavoro. Ci si dimentica inoltre che queste scelte dettate dal cuore si ripercuotono poi una volta raggiunta l’età pensionistica. Sarebbe opportuno cercare di migliorarsi (tenersi aggiornate frequentando corsi o seminari) in modo continuo durante tutta l’età lavorativa e non perdere l’ambizione. Il benessere deve essere una spinta ulteriore e non un freno all’iniziativa personale”.

Quali sono stati i passi avanti più importanti fatti negli ultimi anni sul tema dell’imprenditoria femminile in Alto Adige? Quali fattori ne hanno aiutato lo sviluppo?

“La possibilità di formarsi, studiare e apprendere l’utilizzo delle nuove tecnologie ha aiutato le donne a sentirsi più sicure di sé. La fiducia in sé stessi è fondamentale per la  creazione d’impresa. A questo si aggiungono i sostegni per le start up e tutti gli accordi messi in atto per facilitare l’accesso al credito bancario alle imprese femminili. Queste hanno lo scopo di concedere finanziamenti a condizioni agevolate e facilitare l’iter per la concessione di garanzie. Di aiuto sono state anche alcune normative che prevedono la presenza obbligatoria di donne all’interno di società o enti (pe esempio all’interno della giunta camerale delle Camere di Commercio). Ma anche tutte quelle iniziative, manifestazioni, eventi, relazioni o giornate d’informazioni rivolte alle donne e che mirano ad ampliare le conoscenze. A livello locale ci sono inoltre diversi servizi esistenti per le donne imprenditrici, come ad esempio il progetto Co-manager, già attivo nel Trentino e a breve anche qui in Alto Adige. Tale progetto prevede la copertura di una parte dei costi dovuti all’assunzione di personale qualificato nei periodi di maternità dell’imprenditrice stessa. Un progetto che ritengo importante, in quanto permette anche all’imprenditrice di godere la propria maternità, sapendo l’impresa in buone mani“.

Il Comitato per la promozione dell’Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Bolzano