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Il settore del legno, una porta sul futuro

18 Oktober 2019

Una delle sfide delle aziende che operano nel settore del legno in Alto Adige è trovare personale qualificato. Per questo si sono fatte promotrici assieme alla Libera Università di Bolzano di un corso di laurea professionalizzante in ingegneria del legno. A un anno dal via, ecco come sta andando.  

In Alto Adige sono più di 2.200 le aziende, prevalentemente manifatturiere, attive nel settore del legno. Oltre a chi lavora nelle imprese, c’è chi opera nel terziario. Parliamo di tecnici specializzati come agronomi, tecnici forestali, architetti e ingegneri. Solo per il settore della trasformazione si calcolano circa 10.000 posti di lavoro a cui vanno aggiunte altre 15.000 persone tra contadini e proprietari boschivi.

Il fatturato stimato del settore è di circa 1,5 miliardi di euro. L’export è strategico: l’Alto Adige esporta prodotti in legno per circa 170 milioni di euro all’anno, prevalentemente verso Paesi europei come Germania, Austria e Francia.

 

Le sfide del settore del legno

Mentre crescono l’attenzione e l’entusiasmo verso i prodotti in legno, materiale naturale e sostenibile per eccellenza, la sua filiera diventa ogni anno più complessa e variegata. Le aziende devono essere in grado di capire e adattarsi agli andamenti del mercato, ma anche stare al passo con l’innovazione tecnologica.

Chi lavora nel settore deve conoscere il prodotto e tutto ciò che gira attorno ad esso. Deve possedere competenze trasversali, tecniche, ma anche manageriali per poter coordinare i processi di produzione e i servizi tecnici.

Trovare personale qualificato in grado di destreggiarsi tra tutti questi compiti è oggi una delle sfide più grandi che le aziende del settore legno in Alto Adige si trovano ad affrontare. Per questo si sono fatte promotrici di un corso di laurea professionalizzante in “Ingegneria del legno” che l’università di Bolzano ha lanciato l’anno scorso.

La laurea in ingegneria del legno

“Abbiamo deciso di promuovere questa laurea – spiega Paolo Bortolotti, Presidente della Sezione Legno di Assoimprenditori – perché ci siamo resi conto che molti giovani, in assenza di un corso di studi tecnico e professionalizzante specializzato in questo ambito, andavano a formarsi in Austria e Germania. Poi non sempre facevano ritorno”.

Paolo Bortolotti, Presidente della Sezione Legno di Assoimprenditori

Le aziende del settore possono invece offrire molto in fatto di opportunità lavorative: “Molte cercano giovani, appassionati e con una visione a 360°della filiera del legno, con vedute ampie, disposti a viaggiare. Assieme all’università è stato possibile avviare questo corso: è un percorso tosto, trilingue, con una forte base teorica, scientifica e tecnica, ma anche di management ed economia, necessaria, perché il mondo del legno oggi è sempre più articolato”.

Per Bortolotti nel legno c’è un grande potenziale: “È il materiale del futuro perché sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Oggi sono soprattutto i giovani a battersi in favore del rispetto dell’ambiente. Credo quindi che bisogna aiutarli ad inserirsi nel settore, possono migliorarlo, perché sono i più motivati a farlo”.  Per avvicinarli il prima possibile al mondo del lavoro, il corso di laurea prevede molta pratica. “Quella – aggiunge Bortolotti – è fondamentale”.

 

I curriculum di studio professionalizzanti per il settore del legno

Gli studenti scelgono tra curriculum industriale, edile o alto artigianato. Durante quattro semestri affrontano materie come chimica del legno, scienza dei materiali, economia diritto e contrattualistica, anatomia del legno e silvicolutura produttiva, per citarne alcune. I docenti provengono per metà dal mondo accademico, il resto sono dei professionisti del settore. Durante questi corsi sono frequenti le visite nelle aziende del territorio. Due semestri sono invece dedicati al tirocinio.

 

Il tirocinio formativo nelle aziende del settore del legno

“Inizialmente il tirocinio era previsto per gli ultimi due semestri – spiega Bortolotti – chi si iscrive ora invece avrà la possibilità di farne uno già nel secondo anno e l’altro nel terzo. Siamo contenti che l’università l’abbia suddiviso così: in questo modo si alternano i periodi all’università e quelli in azienda e ciò che si impara in un ambito può essere approfondito o messo in pratica nell’altro. In ogni caso questi sono anni di sperimentazione, ci vorrà del tempo per far conoscere il corso. Come aziende faremo il possibile per dare il nostro contributo e migliorarlo”.

 

Risposta positiva degli studenti all’ateneo 

L’università può accettare fino a un massimo di 20 iscritti in questo corso, il minimo è 12. “È partito bene, è stato accolto con entusiasmo da parte degli studenti e con appoggio da parte delle aziende“, spiega Marco Baratieri, docente dell’università di Bolzano e referente del corso di laurea.

„Penso – aggiunge Baratieri – che sia un contributo importante all’offerta formativa dell’ateneo: abbiamo intercettato dei ragazzi e delle ragazze che altrimenti forse non si sarebbero iscritti all’università. Sono studenti appassionati di un settore specifico e qui hanno trovato quello che cercavano”.

Marco Baratieri, professore alla Libera Università di Bolzano

 

Elena e Maximilian, la passione del legno fin da bambini

Tra gli studenti che hanno concluso il primo anno ci sono Elena Helfer, Nadja Priller e Maximilian Tribus. Li incontriamo all’università dopo una lunga giornata di lezioni. Per loro il legno è una passione nata da piccoli. “Mi piace da sempre – esordisce con un sorriso Elena, rappresentante degli studenti del corso di laurea -. Amo gli oggetti, i mobili e il profumo del legno”. Elena ha iniziato l’università in un’altra città studiando design, quando però ha saputo che sarebbe partito un corso in ingegneria del legno non ha avuto dubbi: ha deciso di cambiare, trasferirsi a Bolzano e iscriversi all’Unibz.

Alle superiori aveva già fatto un tirocinio nel settore del legno e le era piaciuto moltissimo. Ha scelto il curriculum industriale e in futuro vorrebbe lavorare nel campo dell’arredamento. “Ho trovato quello che mi piace. Il corso è intenso. Abbiamo molte materie teoriche, ma anche tante visite in azienda. Siamo un gruppo di studenti poco numeroso. Questo è un vantaggio sia in aula, dove abbiamo molta attenzione da parte dei docenti e siamo trattati da pari, che nelle visite aziendali. Possiamo osservare i macchinari da vicino, chiedere tutte le spiegazioni che vogliamo”.

Da sinistra: Elena Helfer, Nadja Priller e Maximilian Tribus, studenti dell’unibz

Le visite aziendali

Tra le visite che l’hanno impressionata di più la Microtec di Bressanone, azienda produttrice di sistemi di scansione e ottimizzazione per l’industria della lavorazione del legno (ve ne avevamo parlato  qui). “È stato fantastico capire il funzionamento degli scanner per il legno, che permettono di sfruttare al meglio il materiale e ridurre gli scarti. Non pensavo esistesse una tecnologia di tale complessità in questo settore”.

Mentre Elena racconta, Nadja e Maximilian, zaino in spalla, si siedono accanto. “Fin da bambino – ci rivela Maximilian – adoravo giocare con il legno e con gli oggetti fatti di questo materiale. Decidere di specializzarmi nel settore è stata una scelta naturale”. Non sa ancora dove farà il tirocinio durante il terzo anno, ma non vede l’ora di iniziare la pratica. “Le visite aziendali intanto vanno in questa direzione. Siamo stati per esempio presso Karlpichler, Lignoalp, Rubner, Holz Pichler e Pircher. Di quest’ultima mi ha colpito in particolare la capacità di reinventarsi e variare la propria linea di prodotti a seconda del mercato e delle richieste”.

Nadja e il fascino eco-sostenibile del legno

Per Nadja, occhiali tondi e sguardo riflessivo, il mondo del legno è affasciante per il potenziale che offre dal punto di vista della sostenibilità. “È un materiale naturale e rispettoso dell’ambiente. Mi interessa approfondire le sue applicazioni soprattutto nel campo dell’edilizia e in futuro specializzarmi in ingegneria edile”.

Nell’edilizia il legno è un materiale sostenibile perché l’energia impiegata nel processo produttivo è inferiore a quella che occorre per realizzare strutture in cemento armato o mattoni. Ha inoltre una buona resistenza termica, buone caratteristiche isolanti e una rigidezza bassa, che in caso di sisma, permette di assorbire l’energia.

Nella costruzione delle strutture è importante l’esecuzione e la cura dei dettagli, piccole fessure possono comportare dispersioni termiche che potrebbero danneggiare il materiale.

Alla fine del primo anno Nadja ha fatto un tirocinio di un mese alla Lignoalp di Bressanone. “È stato molto utile per fare un’esperienza nel mondo del lavoro e iniziare a mettere un po’ il naso nel campo. Dal punto di vista teorico ovviamente mi mancano ancora delle competenze, ma le approfondiremo quest’anno prima di iniziare il nostro tirocinio lungo in azienda”.